Ultrasuonoterapia

Ultrasuonoterapia Messina e provincia

Cos’è l’ultrasuonoterapia?

L’ultrasuono è una vibrazione acustica la cui frequenza va al di sopra di quelle udibili dall’orecchio umano in quanto risulta essere maggiore di 20000 Hz.

L’ultrasuonoterapia è l’applicazione di tale energia sonora per scopi terapeutici. La produzione degli ultrasuoni si ha sfruttando l’effetto “piezoelettrico”, ovvero la proprietà di diversi cristalli minerali , di produrre vibrazioni quando vengono sottoposti ad un cmpo di corrente aternata, comprimendosi e decomprimendosi.

Gli apparecchi utilizzati per l’ultrasuonoterapia sono costituiti da una testina emittente, un cavo schermato ed un generatore di corrente ad alta frequenza. Gli ultrasuoni erogati hanno frequenza di 1MHz e/o 3MHz.

 

Gli effetti biologici degli ultrasuoni sono principalmente:

  • meccanico: la vibrazione induce l’oscillazione delle particelle tissutali con creazione di micro-flussi, scissione di molecole complesse(proteine),micromassaggio;
  • termico : l’aumento della temperatura locale,conseguente all’effetto meccanico;
  • chimico: modificazioni chimichensoprattutto a carico delle molecole con maggiori dimensioni, con distruzione di batteri, flocculazione di colloidi, scissione di catene lunghe, accellerrazione di fenomeni osmotici ecc..

Inoltre vengono modificate e migliorate le condizioni di nutrizione dei tessuti grazie agli effetii spasmolitici, antifiammatori ed analgesici.

 

I principali effetti terapeutici dell’ ultrasuonoterapia sono:

  • risoluzione di contratture muscolari grazie all’effetto termico e di micro-massaggio;
  • azione fibrolitica dovuta allo scompaginamento del collagene nei tessuti fibrosi;
  • azione trofica indotta dalla vasodilatazione con eliminazione dei cataboliti e attivazione del metabolismo cellulare.

 

Come viene eseguita l’ultrasuonoterapia?

L’ultrasuonoterapia può essere somministrata secondo diversi tipi modalità applicativa:

  • modalità a contatto diretto a testina mobile;
  • modalità a contatto diretto a testina fissa;
  • modalità ad immersione.

 

Modalità a contatto diretto a testina mobile (detta anche “a massaggio”):

è la modalità più frequentemente utilizzata; in tale modalità la testina emittente viene applicata a diretto contato con la cute del paziente, grazie all’interposizione di uno specifico gel conduttivo, che ne agevola lo scivolamento, ed inoltre elimina la possibile aria interposta tra testina e cute, che potrebbe, inficiare la trasmissione ultrasonica. Il trasduttore viene applicato effettuando una leggera pressione, e fatto scorrere sulla pate da trattare mediante movimenti lenti (circa 3-4 cm al secondo).

 

Modalità a contatto diretto a testina fissa:

in tale modalità la testina viene posta a contatto diretto della cute e mantenuta in loco grazie ad uno stativo per tutto il trattamento. Con tale modalità si ottengono rapidi innalzamenti della temperatura locale della zona trattata, motivo per il quale è necessario adottare dosaggi molto bassi e/o emissioni di tipo pulsato. Per quanto riguarda invece la scelta del trasduttore, va precisato che la profondità di penetrazione dell’ultrasuono risulta essere massima con 1 MHz e 5 cm2 di superficie emittente e minima per 3 MHz ed 1 cm2 di superficie emittente. Con ultrasuoni di frequenza pari ad 1 MHz si possono raggiungere profondità di circa 7 mm nel tessuto osseo, 30 mm all’interno del tessuto muscolare e circa 37 mm nella cute e nel tessuto sottocutaneo.

 

Modalità ad immersione:

il trattamento ad immersione viene generlmente utilizzato nei casi in cui la zona da trattare sia piccola e/o irregolare, o in alternativa così dolente da impedirne il contatto diretto con la testina. In questa metodica la parte da trattare viene immersa in un recipiente pieno d’acqua nella quale verrà calata la testina emittente. La distanza dalla testina emittente alla superficie corporea da trattare non dovrebbe essere maggiore di 2-3 cm, per evitare che avvenga una eccessiva dispersione del fascio ultrasonico che provocherebbe una diminuzione dell’effetto terapeutico.

 

La Sonofresi

La sonoforesi è costituita dall’utilizzo di vibrazioni meccaniche che vengono prodotte da un generatore di ultrasuoni, al fine di far veicolare un principio attivo farmacologico, solitamente sotto forma di gel o emulsione, all’interno dei tessuti biologici. E’ una pratica transdermica che di un certo interesse terapeutico, a patto che il farmaco veicolato non vada ad inficiare la trasmissione dell’onda ultrasonica. Per tali motivi è generalmente consigliato diluire il farmaco con un gel elettroconduttore.

 

Le indicazioni terapeutiche dell’ultrasuonoterapia

L’ultrasuonoterapia trova la sua applicazione in tutte le patologie dell’apparato locomotore, in particolare attraverso l’ultrasuonoterapia è ottenibile:

– un effetto analgesico;

– un effetto vasodilatatorio;

– un’azione fibrolitica;

– un effetto miorilassante.

 

Quali sono i principali campi d’applicazione dell’ultrasuonoterapia?

I campi d’applicazione dell’ultrasunoterapia, come già specificato precedenteente, trovano larga applicazione su tutte le patologie dell’apparato locomotore, e nello specifico in:

Tendiniti

Borsiti

Coccigodinie

Capsuliti

Morbo di Duplay

Artrosi

Morbo di Dupuytren

Ematomi organizzati e tessuti cicatriziali

Contratture muscolari.

 

Controindicazioni e modalità precauzionali nell’ultrasuonoterapia

L’ultrasuonoterapia è sconsigliata nei casi di:

  • Processi flogistici acuti
  • Lesioni cutanee ed alterazioni della sensibilità
  • In presenza di mezzi di sintesi metallici e / o di protesi articolari, dato il loro maggior potere di assorbimento rispetto ai tessuti circostanti, che potrebbe portare al surriscaldamento ed allo scollamento, a causa dell’effetto vibratorio indotto dagli ultrasuoni.
  • Evitare l’applicazione diretta sull’aia cardiaca per possibili interferenze sulla conduzione e la contrazione cardiaca stessa.
  • I portatori di pacemaker, impianti cocleari o endoprotesi possono sottoporsi a ultrasuonoterapia solo su indicazione del medico curante per evitare i possibili danni pernamenti che ne potrebbero conseguire;.
  • I pazienti trattati con radioterapia non possono sottoporsi a trattamenti di ultrasuonoterapia prima di 6 mesi dall’ultima irradiazione.
  • I pazienti affetti da malattie cardiovascolari possono essere trattati solo con basse intensità di ultrasuoni.

     

     

    La terapia è vivamente sconsigliata in caso di:

  • tromboflebiti, in quabto gli ultrasuoni possono provocare la rottura degli emboli;
  • sepsi acuta delle zone da trattare, per evitare il rischio di diffusione dell’infezione;
  • gravidanza, per il rischio di provocare danni al feto ( in area lombare);
  • neoplasie, per evitare di stimolare la crescita delle metastasi.

 


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